Chi era Ipparchia?

Ipparchia nacque a Maronea e visse nel IV secolo a.C. Donna di grande acutezza retorica, originaria di una famiglia di buona condizione, sorella del cinico Metrocle, il quale fu allievo della scuola di Aristotele e che successivamente seguì il pensiero del cinico Cratete di Tebe, abbandonò i suoi averi per sposare quest'ultimo minacciando di uccidersi se non le fosse stato consentito. Secondo Diogene Laerzio (Vite, VI, 96) Cratete, non riuscendo a dissuaderla:
« toltisi i vestiti, di fronte a lei, disse: Lo sposo è questo; questi i suoi averi. Prendi una decisione in base a questo. Costui, infatti, non potrà essere tuo sposo, se non acquisirai anche il suo stesso modo di vivere. »  

Si distinse per essere una delle poche donne filosofe della Grecia antica e per essersi ribellata alle aspettative riguardanti il ruolo sociale della donna nel matrimonio. Non meno importante da segnalare la sua presenza ad alcuni simposi insieme al compagno come unica donna. In coerenza con il pensiero dei cinici visse in povertà e a pari condizioni con il marito, adottò un abbigliamento maschile e dimorò per le strade della città,ciò fu sufficiente a
impressionare la società ateniese. Nell'Antologia Palatina (VII, 413), è riportato un epigramma che la riguarda:
« Io, Ipparchia,
non scelsi opere di donne dalle ampie vesti,
ma la dura vita dei cinici,
non ebbi scialli ornati di fibbie,
né alte calzature orientali,
né retine splendenti nei capelli,
ma una bisaccia col bastone,
compagna di viaggio e adatta alla mia vita,
e una coperta per giaciglio. »

Ipparchia, al rimprovero di aver abbandonato i lavori dei telai, risponde di aver messo a frutto il tempo per la propria educazione anziché sprecarlo nel tessere. Il fatto stesso del distinguersi dai più è segno di intelligenza. Fu in grado di scegliere drasticamente la strada dell'emancipazione, si emancipò infatti dal tipico ruolo sociale femminile di allora che vedeva le donne nobili come lei chiuse in un gineceo appunto a tessere e a prendersi cura della casa e dei figli.

(dal blog:comestraniere)